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Fabio Volo, Ero talmente felice che per esserlo di più avrei dovuto essere due persone.
view post Posted on 30/11/2008, 20:43P_QUOTE
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Che freddo. Sono raffreddato. Del resto lo sapevo.
Si è fermata da me per la notte, e ho voluto dormire nudo, perché mettere
la maglietta mi sembrava poco macho. Pensare che lo so che se non mi metto
la magliettina poi prendo freddo. Ma a volte mi piace fare il figo,
mi piace fingere di essere quello che non sono. Faccio il duro a torso nudo
e la mattina mi dico: «Babba bia che freddo». Ma mi sa che questa
è stata l'ultima volta.
Qualcosa è cambiato.
Mi sa che l'amo. Mi sa che per la prima volta sono innamorato.
Intendo dire innamorato veramente.


Come potrei convincerti che saprò amarti se non sapessi amare me stesso?
Come potrei renderti felice se non potessi rendere felice me stesso?
Da questo momento mi tolgo ogni armatura, ogni protezione.
Con questo non ti sto dicendo “viviamo insieme”. Ti sto dicendo “Viviamo”. Punto.
Non sono innamorato di te…Io ti amo.
Per questo sono sicuro. Nell’amare ci può anche essere una fase di innamoramento, ma non sempre nell’innamoramento c’è vero amore. Io ti amo.
Come non ho mai amato nessuno prima. E sono anche innamorato di te.


Ti ricordi quando mi hai chiesto se avevo le pastiglie per la felicità?
La pastiglia è la vita. Vivi, buttati, apriti, ascoltati. Le tue paure, le tue ansie
sono dovute al fatto che tu esisti ma non vivi. Sei castrato nei sentimenti.
Sei bloccato. Ti ricordi quella frase di Oscar Wilde?
Diceva che vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più.


Ero talmente felice che per esserlo di più avrei dovuto essere due persone.


Pagina bianca come la vita. Le amo entrambe perché sono curioso
di vedere come va a finire.
Posso riempirle con cose stupide, discorsi o frasi di senso compiuto,
o anche mettere parole a caso. Senza regole, senza limiti. Citofono.
Barchetta. Fiore. Suora. Balcone. Prima era bianco,
adesso c’è una parola. Una parola che prima non c’era.


Avevo capito che rinunciare a se stessi, non amarsi è come sbagliare
a chiudere il primo bottone della camicia. Tutti gli altri poi sono sbagliati di conseguenza. Amarsi è l'unica certezza per riuscire ad amare davvero gli altri.

Non hai la sensazione che ci possa essere di più? che in realtà la vita sia di più?

Sembra che guidi il tram, che sia padrone del mezzo, in realtà è uno che semplicemente frena e accelera. C'è il binario. Lui al massimo decide la velocità, ma neanche tanto, perchè persino le fermate sono prestabilite e devono rispettare un orario. E così capita anche a noi: liceo, università, lavoro, matrimonio, figli, capolinea. Tutta la straordinarietà della vita ridotta a due funzioni: accelerare o frenare. Punto. Abbiamo l'illusione di guidare la nostra vita.

Voglio lasciarmi andare, voglio di più per me, voglio buttarmi per cadere verso l'alto.

Mi sentivo già innamorato, ma di innamorarsi sono capaci tutti, e a tutti può accadere. Amare una persona è un'altra cosa. Quella l'ho dovuta imparare.

A volte i minuti non sono solo minuti, ma reincarnazioni di vite.

Io non capivo niente tanto ero rincoglionito dalla bellezza della vita.

Ma devi sapere che ogni telefonata che non faccio, ogni messaggio che non mando sono un gesto d'amore. Che il mio silenzio parli di quello che provo per te. In queste ore ti coprirò di carezze invisibli.

Comunque la felicità non è che sia fare quello che si vuole, semmai è volere sempre quello che si fa.

La amo soprattutto perchè è impossibile non farlo.

Fai conto di essere una maratoneta. Stai correndo con i tuoi amici e le tue amiche. A un certo punto capisci di avere una buona gamba, un bel passo, di poter andare più veloce, e allora decidi di seguire questa tua forza. Di convertirti al tuo talento. Dopo un po' che corri, ti accorgi di aver staccato il gruppo. Ti giri e ti scopri sola. Loro sono indietro, tutti insieme che ridono, e tu sei sola con te stessa. Siccome non riesci a reggere questa solitudine, rallenti finchè il gruppo ti raggiunge e, negando il tuo talento, fingi di essere come loro. Rimani nel gruppo. Ma tu non sei così, non sei come loro. Infatti anche lì in mezzo ti senti comunque sola.

I sogni hanno bisogno di sapere che siamo coraggiosi.

Un giorno Zeus volendo castigare l'uomo senza distruggerlo lo tagliò in due. Poi, per curare l'antica ferita, inviò Amore tra gli dei, l'amico degli uomini, il medico, colui che riconduce all'antica condizione. Cercando di fare uno che è due, Amore tenta di medicare la natura. L'altra metà da trovare sei sempre tu.

Non ci si può unire se manca un pezzo, ci si può solo appoggiare.

Ma io ero senza pelle e anche un soffio di vento sembrava uno schiaffo.

Non eravamo sbagliati l'uno per l'altra, era il tempo ad esserlo. Ci sentivamo le persone giuste nel momento sbagliato. Non era il momento adatto per il nostro incontro. Allora non sapevamo se era troppo tardi o troppo presto, ma in quella fase delle nostre vite non c'era possibilità di incastro.

Vagabondavo come un affamato in cerca del battito del mio cuore.

Ma è possibile che ogni volta che parlo di un sogno o di un'ambizione ci deve essere sempre qualcuno che ti guarda e sembra che dica: "diventa grande". E per gli altri diventare grandi vuol dire non credere più di essere una ballerina, un poeta, un musicista, un sognatore, un fiore. Non li sopporto.
Una mattina sono uscito di casa, il cielo era azzurro e limpido, ho continuato a guardarlo mentre camminavo, stavo bene, respiravo a pieni polmoni, al terzo passo ho pestato una merda. Cosa devo fare? Rinunciare al cielo per paura delle merde? No, io no Porcaputtana!

Nella pagina delle cose certe che voglio nella mia vita ci sono scritte poche righe, fra l'altro qualcuna anche a matita, mentre in quella delle cose che non voglio c'è più roba, c'è più sicurezza, più determinazione.

Mi sento come uno scalatore appeso alla parete rocciosa che vede solo ciò che ha davanti appiccicato al naso, e non riesce più a vedere la cima, la vetta, il motivo per cui sta scalando, e nemmeno cosa sta scalando.
Forse ho bisogno di scendere un attimo e chiarirmi bene le idee.

Ci sono giorni che mi sveglio e vorrei cambiare ogni cosa, scoppio di sicurezza e mi sento come Tony Manero quando esce di casa e dice "Vado a farmi il mondo". Poi magari il giorno dopo sono l'uomo più insicuro dell'universo, mi faccio mille domande e tutto diventa come un'enorme cartina geografica da ripiegare - una cosa che non sono mai stato capace di fare. Quando ne apro una rimane aperta sul sedile dietro della macchina per mesi. Tiene compagnia alle bottigliette d'acqua vuote che rotolandoci sopra mentre viaggio diventano passeggeri metaforici della mia vita e del mondo.

Vorrei non doverci pensare, a volte vorrei sentire semplicemente quella sensazione che provo quando dormo nel sacco a pelo, guardando le stelle. Ma sinceramente mi piace anche molto starmene in casa, mi piacciono molto anche le lenzuola, profumate e pulite, la luce soffusa, il frigorifero, il forno, i tappeti, le candele e gli incensi, i miei libri, le fotografie, i piatti, le scodelle, i bicchieri, le tazzine, il latte, il caffè fatto con la moka, la doccia, la vasca da bagno, i cuscini, il computer, il suono del mio stereo, il videoregistratore, il suono del mio compleanno, il pavimento e il soffitto.
L'equilibrio, le carezze, il silenzio.

Molti vivono circondati dalle proprie balle, dalle bugie che continuiamo a raccontarci. Diventano come bolle di sapone che ci volteggiano intorno. Quando ci si fermano davanti agli occhi, falsano qualcosa, distorcono l'espressione. Ma noi viviamo facendo finta di niente, nella speranza che se ne vadano via da sole.
Ci sono giorni però, che le bolle diventano di marmo e non si può più fingere.

Quanto dolore c'è nella vita, è vero, ma quanta vita c'è nel dolore? Anche quando si soffre per amore, in quella morte, in quel dolore, io c'ho trovato un sacco di vita. Non sai dove sbattere la testa, non ci sono medicine per farti sentire meglio c'è solo il tempo, quello biologico, solo lui può curarti. Ma sembra non passare mai e come dice Troisi in un suo film a un amico che gli dice che non ci si ammazza per amore, perché il tempo sistema tutto: "Allora, io ammazzo per impazienza".

I veri eroi sono quelli che ogni giorno si alzano dal letto e affrontano la vita anche se gli hanno rubato i sogni e il futuro. Quelli che alzano la saracinesca di un bar o di un'officina, che vanno in un ufficio, in una fabbrica. Che non lottano per la gloria o per la fama, ma per la sopravvivenza. Sono coraggiosi. Gli eroi veri non stanno a cavallo.

È fidanzata ma non innamorata. E ce ne sono tante ho scoperto. Sono le sognatrici, quelle che hanno aspettato il principe azzurro e non vedendolo arrivare, hanno cominciato a pensare di essersi sbagliate. Hanno iniziato a pensare che il loro principe azzurro è caduto da cavallo e adesso è nel reparto rianimazione del civile.
Prese dalla paura di rimanere sole e dalla voglia di una carezza, si sono messe con il cavallo bianco. Le riconosci subito quando le incontri, sono quelle che vedi ogni tanto guardare ancora fuori dalla finestra.

Come ho potuto infilarmi in una situazione così? Perchè non mi sono fermato prima? Prima quando? E’ stato tutto così veloce, breve, intenso.
-Non chiamarmi- ha detto. Non ti chiamo Ma devi sapere che ogni telefonata che non faccio, ogni messaggio che non mando sono un gesto d’amore. Che il mio silenzio ti parli di quello che provo per te. In queste ore ti coprirò di invisibili carezze.[…]
Sono innamorato. Sono senza forze.Nello stomaco ho un pungo d’acciaio che mi stringe. C’è chi mi direbbe che la desidero così perchè non posso averla. Non lo so. Hanno ragione. Hanno torto. Ora non ho tempo per pensarci. Penso solo a lei.

Edited by Cleopatra × - 21/10/2009, 18:45
 
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artych
view post Posted on 2/1/2009, 09:20P_QUOTE

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Edited by Cleopatra × - 2/1/2009, 12:09
 
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view post Posted on 28/8/2009, 20:51P_QUOTE
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 21/11/2009, 16:19


Ele le ultime di che libro sono?
 
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view post Posted on 29/8/2009, 16:28P_QUOTE
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Iris in Wonderland

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 21/11/2009, 15:03


CITAZIONE
Quanto dolore c'è nella vita, è vero, ma quanta vita c'è nel dolore? Anche quando si soffre per amore, in quella morte, in quel dolore, io c'ho trovato un sacco di vita. Non sai dove sbattere la testa, non ci sono medicine per farti sentire meglio c'è solo il tempo, quello biologico, solo lui può curarti. Ma sembra non passare mai e come dice Troisi in un suo film a un amico che gli dice che non ci si ammazza per amore, perché il tempo sistema tutto: "Allora, io ammazzo per impazienza".

mi sento così ç_ç
 
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3 replies since 30/11/2008, 20:43
 
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